|
GIUDICE
DI PACE DI RIMINI
Giudice
di Pace dott. L. Varisco
R.
G. 19/08 n. 6202/08
Consulenza
tecnicA d’ufficio
********************
Nella
causa promossa da
MONTETAURO
COOP Soc.a.r.l.
Rappresentato
e difeso dall’avv. CARLA FALCO.
(attore)
contro
COMUNITA’
MONTANA VALLE DEL MARECCHIA
Rappresentato
e difeso da Dott. S. Sticchi
(convenuto)
OGGETTO:
RICORSO EX ART. 22 L. 689/81, IN OPPOSIZIONE A SANZIONE
AMMINISTRATIVA
********************
RELAZIONE
DI CONSULENZA TECNICA D’UFFICIO
Con
ordinanza 26/04/08 R.G. 19/08, notificata il 26/04/08, del sig.
Giudice di Pace dott. Luigina Varisco, il sottoscritto ing. Lucio
Pardo, iscritto all’Albo degli Ingegneri di Bologna al n.
2909, è
stato nominato CTU nella vertenza sopra richiamata.
Prestato
il giuramento di rito, nell’udienza del 8/5/08, il Giudice di
Pace,
come da verbale di udienza in appresso riportato, ha incaricato il
sottoscritto Ing. Lucio Pardo, nato a Trieste il giorno 8/7/1936, con
studio in Bologna in V. Etruria 6, tel/fax: 051 533 699, di
professione ingegnere, specializzato in trasporti, di rispondere ai
seguenti quesiti.
QUESITI
“Con
riferimento agli impianti semaforici di cui all’art. 41 del
C.d.S.
del Comune di Santarcangelo di Romagna ed alla disciplina dettata per
la luce gialla ai commi 2 e 10.
Dica
il CTU:
CTU ing. Lucio Pardo
1)
quale
debba essere la durata dell’accensione
della lampada gialla, che precede l’accensione di quella
rossa,
perché possa ritenersi rispettato il principio di prudenza
di
cui all’art. 41, comma 10 del CdS, secondo cui
“durante il
periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono
oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l’arresto di cui
al
comma 11, a
meno che non vi si trovino così prossimi al momento
dell’accensione della luce gialla, che non possano
più
arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza, in
tal caso essi debbono sgomberare sollecitamente l’area di
intersezione con opportuna prudenza”.
2)
determini
i tempi di accensione della luce gialla rispetto ad una frenata che
consenta di fermare il veicolo prima della linea d’arresto,
secondo
una decelerazione media, dovendosi escludere l’ipotesi di
brusche
frenate e ciò in rapporto ai vari veicoli ed ai molteplici
parametri sotto indicati e, qualora lo studio si appalesi
eccessivamente difficoltoso per vie delle troppe variabili, in
rapporto ai valori medi di detti parametri.
3)
nella
determinazione della predetta durata, il CTU dovrà tenere
conto:
-
Del
tempo dir reazione del conducente medio (già prestabilito in
sede di esame medico per la concessione della patente ex art. 324 (REG
C.d.S.).
-
Del
tempo di valutazione del conducente medio, ovvero del tempo necessario
al conducente per accertare di non avere a tergo veicoli tanto prossimi
da costituire un rischio di tamponamento in caso di frenata,
-
Della natura del fondo stradale (asfaltata
, lastricata o altro),
-
Del
tipo di veicolo a motore in arrivo ( motociclo, autoveicolo, autocarro,
corriera….),
-
Delle
condizioni atmosferiche ( strada asciutta, umida, fangosa, bagnata da
pioggia battente),
-
Delle condizioni medie dei pneumatici dei
vari veicoli,
-
Del
tempo di trasmissione meccanica ed oleodinamica dell’azione
frenante e di ogni altro fattore influente sulla durata
dell’azione frenante, a partire dall’istante di
accensione del giallo fino a quello del rosso,
-
Della correlazione di tutti i dati sopra
elencati alla velocità massima consentita sulla strada in
questione.
4)
Accerti
l’esatta corrispondenza in entrambi i T – Red fra
fotogramma ed
ora indicata sullo stesso.
Il
Giudice da termine di 60 gg. A partire da oggi per la consegna
dell’elaborato peritale
Il
Giudice dispone che il CTU
CTU Lucio Pardo
-
Raccolte le osservazioni dei c.t.p. ,
anche in forma scritta , comunichi a questi la relazione finale dando
loro termine di 10 gg. per eventuali osservazioni cui il C.T.U.
darà congrua risposta nell’elaborato peritale
-
depositi
la CTU entro il giorno 08/07/2008
-
acceda, ove necessario, ad uffici per
l’esame e la duplicazione di atti e documenti.
Il
Giudice
(Firmato)
Luigina
Varisco
Il
CTU chiede un fondo spese di Euro 1.000,00 (mille)
CTU
Lucio Pardo
Il
CTU (anche per ritiro fascicoli)
Firmato
Lucio
Pardo
Il
Giudice
-
concede il fondo spese di Euro 1.000,00
che pone a carico della comunità Montana Valle del Marecchia
-
autorizza
le parti a nominare i propri CTP
-
rinvia all’udienza del 10/7/2008
ore 10,00
L.
Varisco
La
Comunità Montana nomina come proprio CTP l’ing.................... con studio in ...............(omissis).
Il
CTU dichiara:
-
di cominciare immediatamente lo studio
richiesto,
-
di accettare il termine di gg. 60 per la
consegna dell’elaborato peritale finale,
-
di accettare il termine di giorni 40 per
la predisposizione della pre CTU da consegnare al CTP per le
considerazioni in merito, da restituire entro 10 gg. dalla consegna
della pre CTU,
-
di accettare il termine ulteriore di
giorni 10 per l’elaborazione finale, dopo la consegna delle
osservazioni del CTP.
Il
CTP dichiara di accettare i termini di sua competenza.
Inoltre,
il Giudice ha consegnato al CTU:
CTU Lucio Pardo
-
la Comparsa di Costituzione e Risposta
della Comunità Montana Valle del Marecchia, ente pubblico
territoriale (RN) via Roma 21/G, in persona del legale rappresentate
Presidente d.ssa Anita Tognacci, rappresentata e difesa dal Dott.
Salvatore Sticchi e dal Dott. Stefano Paolucci, con studio in Strada
Ponte Messa 145, 61016 Pennabilli (PU) tel. 0541 91 87 13, contro la
ditta Monte Mauro Coop. Soc. a.r.l. con sede in Coriano (RN) in via
Chiesa n. 3, assistito e difeso dall’Avv. Carla Falco, con
studio in via Fratelli Bandiera n. 32, 47039 Savignano S/R tel 0541 94
21 22.
-
il fascicolo dei documenti prodotti dalla
Comunità Montana Valle del Marecchia, resistente,
comprensiva del ricorso dell’attore Monte Tauro Coop.
-
ed ha fissato l’udienza per la
discussione l’8/7/2008 ore 10.00.
CTU Lucio Pardo
1.
ELEMENTI OGGETTIVI DEL COMUNE DI S. ARCANGELO
Come
stabilito nel verbale udienza, il sottoscritto:
CTU Lucio Pardo
-
ha
preso atto del contenuto dei documenti affidatigli,
-
ha
svolto altre indagini in S. Arcangelo di Romagna, e presso la
Società Heraluce Srl, via due Martiri 2 – 47030 S.
Mauro Pascoli (FC) gestore di impianti semaforici e di rilevamento
infrazioni, in merito ai due incroci di S. Arcangelo, regolamentati con
fasi semaforiche controllate con il sistema: T – RED
I
documenti acquisiti e riportati in allegato alla presente, per gli
incroci fra le vie BRASCHI
– MONTEVECCHI E BRASCHI – MAZZINI,
sono i seguenti:
CTU Lucio Pardo
1.1.
DOCUMENTI AGLI ATTI
A-
PLANIMETRIE, FOTO E DIAGRAMMI DI FASI SEMAFORICHE
-
planimetria
dell’intersezione Braschi Monte Vecchi.
-
planimetria
dell’intersezione Braschi Mazzini.
-
foto
aerea dell’intersezione Braschi Monte Vecchi.
-
foto
aerea dell’intersezione Braschi Mazzini.
-
foto
aerea globale
-
foto
di attraversamento intersezione Braschi Monte Vecchi.
-
foto
di attraversamento dell’intersezione Braschi Mazzini.
-
Diagramma
delle fasi semaforiche Braschi Monte Vecchi.
-
Diagramma
delle fasi semaforiche Braschi Mazzini.
CTU Lucio Pardo
B-
DOCUMENTI DI CONFORMITA’, INSTALLAZIONE E VERIFICA.
1. Decreto
del Ministero dei Trasporti n. 1130 del 18/3/2004 . Di approvazione
del documentatore fotografico di infrazioni ITALTRAFF Srl denominato
“Photored F 17/A”;
2. Decreti
di approvazione ed omologazione dell’apparecchiatura T-RED
nr.
3458/05 e n. 19043/06 della Società KRIA Srl;
-
Certificati
di conformità del 2/5/2007 della società KRIA
Srl, produttrice dei sistemi T-RED, e certificati di installazione del
10/7/2007, della società CI. TI. ESSE. Srl, controllo
traffico stradale, relativamente ai documentatori fotografici di
infrazioni omologati con Decreto 3458/05 e 19403/06, per le
apparecchiature installate nell’incrocio Mazzini –
Braschi ed identificati con Matr. 320 – 160 – 308
– 309 – 300 -163 - 201 – 202,
nonché per le apparecchiature installate
all’incrocio Braschi – Montevecchi ed identificate
c4on Matr. -324 - 332 - 226 -303 – 322 – 85.
-
Certificati
di Verifica del 13/5/2008 a firma dell’Amministratore Unico
Raul Cairoli e del Tecnico Marco Seveso corredati da relativa scheda
tecnica con rapporto di installazione e taratura T – RED ,
per ciascuno dei 14 impianti elencati al punto precedente.
CTU Lucio Pardo
1.2.
RILIEVI PRELIMINARI SUGLI INCROCI IN OGGETTO.
Il
quesito al CTU richiede (n. 4), anche “l’esatta
corrispondenza”
in entrambi i “T- RED” fra fotogramma ed ora
indicata sullo
stesso.
Per
rispondere Il sottoscritto ha proposto il rilevamento, da parte di
terzi, della durata di accensione della lampada gialla, e delle altre
nell’impianto semaforico: Braschi Montevecchi (v. tav. 1,
pag. 11)
ed in quello di Braschi – Mazzini (v. tav. 2, pag. 12),
impianti
predisposti. per la rilevazione automatica delle infrazioni ex art.
1463
C.d.S.
Per
richiesta, e con autorizzazione del Giudice di Pace, si è
deciso di effettuare una rilevazione su veicoli in transito da parte
di altro Istituto, analoga e parallela a quella effettuata con
strumentazione Heraluce.
CTU Lucio Pardo
Sono
stati consultati:
-
la
Federazione Cronometristi Italiana Sezione di Forlì
-
la
Federazione Cronometristi Italiana Sezione di Cesena
-
l’Istituto Giordano SpA
Certificazioni di qualità –Gatteo (FC).
I
primi due enti si sono dichiarati inpossibilitati di eseguire le
rilevazioni per carenza di tempo disponibile, nel periodo richiesto.
L’Istituto
Giordano si è invece dichiarato pronto.
Pertanto,
il giorno 7/6/2008 sono state effettuate dall’Istituto
Giordano le
rilevazioni richieste, alla presenza del CTU, del CTP dei
rappresentanti e tecnici di Valmarecchia, Giordano, Heraluce e P.U.
di S. Arcangelo.
(Cfr
Verbale di Prova, allegato alla presente).
Le
misurazioni sono state effettuate in condizioni di pioggia battente,
con buona aderenza pneumatico – strada perfettamente lavati.
Sono
stati misurati i tempi delle fasi semaforiche nei due incroci.
Un’automobile
“civetta” è transitata diverse volte,
attraverso i
suddetti incroci, mentre si effettuavano riprese con apparecchiature
Heraluce e Giordano in parallelo fra loro.
Seguono
i risultati che raffrontano i tempi dichiarati da Heraluce con quelli
rilevati su strada da Giordano, inviati via E Mail in anticipo sul
documento finale (Rapporto di prova n. 242038 effettuato
dall’Istituto Giordano il 7.6.2008. in S.Arcangelo di Romagna)
CTU Lucio Pardo
1.3.
INCROCIO N. 1 (BRASCHI- MONTEVECCHI ):
TEMPI
DI FUNZIONAMENTO (in s..) DICHIARATI DA HERALUCE PER LE DIVERSE FASI
SEMAFORICHE
DEL NODO 1 (BRASCHI – MONTEVECCHI)
CTU Lucio Pardo
|
NODO
|
FASE
|
VERDE
|
GIALLO
|
ROSSO
|
ALL RED
|
|
1
|
SS 9 RIMINI / CESENA
|
61
|
4
|
29
|
2
|
|
1
|
SS 9 CESENA / RIMINI
|
50
|
5
|
39
|
2
|
|
1
|
MONTEVECCHI
|
23
|
4
|
67
|
2
|
|
1
|
DURATA TOTALE DEL CICLO 96”
|
|
|
|
|
TEMPI
DI FUNZIONAMENTO RILEVATI SPERIMENTALMENTE DA GIORDANO SU STRADA (I
DUE BRACCI DI VIA MONTEVECCHI SONO RIPORTATI ENTRAMBI)
|
NODO
|
FASE
|
VERDE
|
GIALLO
|
ROSSO
|
ALL RED
|
TOT. DEL
CICLO
|
|
1
|
I
|
49,98
|
5,02
|
38,98
|
2
|
95,98
|
|
1
|
II
|
22,99
|
4,01
|
67,00
|
2
|
96,00
|
|
1
|
III
|
60,97
|
4,02
|
28,99
|
2
|
95,98
|
|
1
|
IV
|
22,96
|
4,04
|
66,96
|
2
|
95,96
|
CTU Lucio
Pardo
1.4
INCROCIO N. 2 BRASCHI – MAZZINI
TEMPI
DI FUNZIONAMENTO (in s.) DICHIARATI DA HERALUCE PER LE DIVERSE FASI
SEMAFORICHE
DEL NODO 2 (BRASCHI - MAZZINI)
|
2
|
SS 9 RIMINI / CESENA
|
45
|
4
|
45
|
2
|
|
2
|
SS 9 CESENA / RIMINI
|
53
|
4
|
37
|
2
|
|
2
|
MAZZINI LATO STAZIONE
|
19
|
4
|
71
|
2
|
|
2
|
MAZZINI LATO CENTRO
|
31
|
4
|
59
|
2
|
|
2
|
PEDONALE MAZZINI
|
49
|
8
|
37
|
2
|
|
2
|
DURATA TOTALE DEL CICLO 96”
|
|
|
|
|
CTU Lucio Pardo
TEMPI
DI FUNZIONAMENTO RILEVATI SPERIMENTALMENTE DA GIORDANO
|
NODO
|
FASE
|
VERDE
|
GIALLO
|
ROSSO
|
ALL RED
|
TOT. DEL
CICLO
|
|
1
|
I
|
44,97
|
4,01
|
45,00
|
2
|
95,98
|
|
1
|
II
|
18,97
|
4,01
|
71,00
|
2
|
95,98
|
|
1
|
III
|
30,97
|
4,03
|
58,98
|
2
|
95,98
|
|
1
|
IV
|
52,99
|
4,02
|
36,97
|
2
|
95,98
|
Dal
confronto, dei tempi dichiarati dai tecnici di Heraluce, con quelli
rilevati su strada dall’Istituto Giordano, si ricava la piena
corrispondenza delle diverse misure. I margini d’errore sono
contenuti entro il 2% che corrisponde alla tolleranza degli
apparecchi di misura.
CTU Lucio Pardo
-
FOTOGRAMMI
DI TELECAMERE T-RED E DI ISTITUTO GIORDANO
confronto
sperimentale fra i tempi
Per
verificare la corrispondenza del fotogramma con l’ora
indicata
sullo stesso, si è fatta passare una vettura
“civetta”
della P.U. con la fase di giallo e quella di rosso.
Durante
la simulazione, l’Istituto Giordano ha ricavato dei filmati
dei
diversi passaggi effettuati in tempi diversi, ha acquisito gli
analoghi filmati, ricavati dalla strumentazione T- RED e li ha
confrontati con i propri.
Il
confronto ha indicato la perfetta corrispondenza delle sequenze dei
fotogrammi dell’istituto Giordano con quelli di Heraluce T
– RED.
La precisione è analoga a quella del paragrafo precedente (
entro il 2%).
In
allegato, si producono i Verbali di Prova dell’istituto
Giordano,
ed i filmati delle rilevazioni Giordano ed Heraluce, posti a
confronto fra loro.
Si
deduce che i tempi indicati nelle
schede fotografiche prodotte dal sistema T-RED sono
corretti e che le strumentazioni di Heraluce, posta ad
un’altezza
di 4 mt. sul piano stradale e protette da custodie, non sono
suscettibili di manomissioni.
Naturalmente
l’autovettura “civetta” è
transitata nell’incrocio
durante la fase di rosso che attiva il rilevamento
dell’infrazione
e durante il passaggio dalla fase di giallo, a quella di rosso,
quando, entro 150/1000 sec. inizia il rilevamento.
Non
c’è nessun rilevamento, durante la fase verde.
La
simulazione non è perfetta. Non si è riusciti, ad
effettuare il passaggio della linea d’arresto, proprio alla
fine
della fase di giallo ed all’inizio di quella di rosso, per la
difficoltà di passare proprio alla fine del giallo, per
l’impossibilità di rendersi conto a bordo
dell’inizio del
rosso (l’argomento è oggetto di confronto scritto
fra CTP e
CTU) e per le condizioni esterne di particolare difficoltà
(interruzione del traffico, pioggia battente).
Infine,
per cercare di valutare sperimentalmente lo spazio di frenatura e
quello di arresto, a partire da un dato traguardo, si è
simulato il rosso con un comando vocale, impartito da un membro
dell’equipaggio a bordo della vettura. Di tale comando,
però,
non si è avuta percezione all’esterno, dove erano
posizionati gli apparecchi di rilevamento.
Il
tutto nel tentativo di confrontare uno spazio di frenata teorico,
individuato sulla strada, mediante birilli di gomma, con quello
ricavato sperimentalmente, alla guida del veicolo stesso.
Tale
esperienza è meramente indicativa, per gli strumenti
utilizzati e per il fatto che non si può certo rappresentare
mediante un singolo veicolo ed un singolo guidatore,
l’universo
degli utenti della strada.
Tale
argomento è ripreso nel prosieguo.
CTU Lucio Pardo
1.6
GEOMETRIA DEGLI INCROCI
Le
planimetrie tav. 1 e tav. 2 che seguono, indicano per ogni nodo la
lunghezze dell’attraversamento cioè la distanza L
fra le
opposte linee di arresto. Con questo dato siamo in grado di
determinare il tempo che occorre per attraversare l’incrocio
“sollecitamente con opportuna
prudenza”cioè con una
velocità V di 50 km/h = 13,88 m/s., ma di 40 km/h (11,12
m/s)
per gli autotreni. Il tempo di attraversamento è T= L/V. Si
ricava dai dati geometrici,per ogni prefissata velocità.
Dalla
tav. n. I (incrocio Braschi
Montevecchi)
si ricavano distanze fra le opposte linee d’arresto,
larghezze
stradali, tempi di attraversamento.
Distanze
fra linee d’arresto
via
Montevecchi L
Montevecchi
= 30,00 m T’autotreni
= 30,00/11,12 = 2,70 s
Via
Braschi L
Braschi
=
27,00 m Ta
=
27,00/11,12 = 2,43 s
Larghezze
stradali
Sulla
via Montevecchi l
Montevecchi
= 11,80 m
Sulla
Via Braschi l
Braschi
=
11,00 m
Dalla
tav. n. 2 (incrocio Braschi
Mazzini)
si ricavano distanze fra le opposte linee d’arresto,
larghezze
stradali, tempi di attraversamento.
Distanze
via
Mazzini L
Mazzini
= 31,50 m Ta
=
2.83 s.
Via
Braschi L
Braschi
=
38,00 m Ta
=
3.42 s.
Larghezze
stradali
Sulla
Via Montevecchi l
Mazzini
= 11,80 m
Sulla
Via Braschi l
Braschi
=
11,00 m
CTU Lucio
Pardo
2.-
ELEMENTI TEORICI DI VALUTAZIONE
2.1.
LETTERATURA TECNICA.
L’argomento
della regolamentazione semaforica, delle intersezioni e della
rilevazione delle infrazioni commesse in Italia è ora di
grande attualità, per una serie concatenata di fattori
(riduzione dei tempi di giallo agli incroci semaforizzati,
rilevazione automatica delle infrazioni, scambio
d’informazioni fra
gli utenti in tempo reale, rilievo dato dai mezzi di comunicazione).
Non
sempre l’argomento è approfondito a sufficienza,
non sempre
esistono aggiornate e coerenti indicazioni operative, non sempre da
parte degli istituti centrali si emettono indicazioni operative
aggiornate , fermandosi al livello di Bozza o di “studio
Pre-Normativo”.
Pertanto
è opportuna una ricognizione preventiva.
Nel
merito, il sottoscritto ha esaminato la letteratura scientifica ed in
particolare, sia i seguenti volumi e fascicoli:
-
E.
Stagni, Tecnica ed Economia dei trasporti, (IV Ediz.) Parte 1°,
(Meccanica della Locomozione), Patron, Bologna, 1980
-
G.
Praitoni, Corso di teoria e Tecnica della Circolazione, L., anno
accademico. 2007, Dispense Distart, Bologna 2007
-
HCM
-Highway Capacity Manual, Edizione 2002 e Manuale di
Capacità delle strade, prima ed. italiana tradotta, ACI, Mi,
1965
-
S.
Rinelli, Intersezioni Stradali Semaforizzate, Utet Libreria s.r.l.
Torino 2000
-
Codice
della Strada, commentato: Leggi delega, Regolamento, Leggi
Complementari, Giurisprudenza, Tecnica Circolazione, Tabelle e
diagrammi/ Giuseppe Marcon, Lucia Marcon, Cedam ed. Padova 2003.
-
Bozza
di norma italiana CEI 214 Sistemi semaforici. 2000
-
Studio
pre-normativo pubblicato dal C.N.R. il 10.9.2001. Rapporto di sintesi
–Norme sulle caratteristiche funzionali e geometriche delle
intersezioni stradali – Ed. Ministero Infrastrutture e
Trasporti.
-
Regolazioni
semaforiche: metodologie CNR 92 ed HCM 94, a confronto: Sascia Canale
– Salvatore Leonardi -Maurizio Barone
–dell’Università di Catania. (Strade,
ferrovie ed aeroporti).
Sia
alcune pubblicazioni on-line fra le quali in particolare:
-
Analisi critica del fenomeno
dell’aderenza in campo stradale e ferroviario- Sascia Canale
– Salvatore Leonardi – Francesco Nicosia
-dell’Università di Catania. (Strade, ferrovie,
aeroporti) http://www.stradelandia.it/pubdown/05.pdf
-
Ministero
dei Trasporti-Revisioni ed efficienza frenante-ex DM n. 23.10.96 n.
628, Testo coord. Circolari 88/95 e 112/96
-
A. Menegon-Linee guida per
una corretta progettazione del tempo di giallo al semaforo
(www.venetoonline.info )
-
Comune
di Genova, Piano Urbano Mobilità e Trasporti , 2007.
-
Comune
di Pisa, Rete Civica Pisana, Spazi di frenata, in base al tipo di
veicolo: a) su strada asciutta, b) su strada bagnata.
-
Corrado
Frisiero, Il tempo
di giallo degli impianti semaforici,
su “Professione ingegnere”, Ordine Ingegneri, (VI).
Febbr. 2007.
-
Vicenzo
Di Michele “ Lo spazio di arresto” Shiny Stat on
line 14.
-
Sicur
Auto – Distanza di sicurezza.
-
P.
Baroni.- Distanza di arresto. Google “distanza
d’arresto”.
-
Risposta
a interrogazione Parlamentare 4/05210 del 28/1/2008. Il Ministro
Bianchi risponde all’interrogante Iannone.
Da
queste, il sottoscritto ne ha dedotto alcune considerazioni generali
, qui di seguito riportate, e che ritiene opportuno premettere
all’indagine specifica.
CTU Lucio Pardo
2.2.
CRITERI DI SICUREZZA E LIVELLI DI SERVIZIO.
Nella
progettazione di opere a servizio dell’uomo
l’ingegneria si
serve, secondo i casi, di due criteri differenti fra loro, quello
della Sicurezza e quello del Livello di Servizio.
Con
il primo criterio ci si pone l’obbiettivo di rendere
impossibile, o
meglio estremamente improbabile, l’evento negativo fatale
(collasso
di manufatti, collisione di veicoli etc.)
Con
il secondo criterio l’obbiettivo è quello di
ridurre il più
possibile la probabilità dell’evento negativo
(congestione
della strada, saturazione dell’incrocio, esondazione del
territorio.) ed insieme di utilizzare nel migliore dei modi le
risorse disponibili.
In
pratica una volta il manufatto progettato doveva impedire non il
massimo evento negativo, ma solo un altro prescelto di
gravità
inferiore (la XXX° ora di punta annuale per avere la larghezza
della strada sufficiente a smaltirla, la III° massima piena
nell’arco di cento anni per l’altezza degli argini
adatti a
reggerla e cosi via), lo stesso concetto è espresso ora,
quando si consegue un prefissato livello di servizio.
Dai
due diversi principi derivano dati di progetto diversi.
-
Per
ottenere un dato livello di servizio si considera la condizione media
dell’utente medio del veicolo medio e della strada,
(cioè il flusso che in media arriva all’incrocio
in un dato arco tempo ).
-
Per
garantire la sicurezza, si cerca dì evitare la condizione
più sfavorevole fra tutte quelle possibili.
Per
un incrocio regolato con semaforo, nel primo caso, il progettista
studia il moto di un veicolo medio, in condizioni medie della strada
e del traffico, e con questi dati procede nella progettazione. Posto
che le velocità in gioco sono basse, l’eventuale
danno
dell’effetto negativo indesiderato è,
nell'insieme,
limitato. Si avrà una maggiore congestione ed un
più
basso livello di servizio dell’incrocio.
Ma
nel secondo caso, il legislatore prescrive che il singolo guidatore,
anche il più sfavorito e non solo il guidatore medio,
può
attraversare l’incrocio se, all’apparire del giallo
“non può
arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza” ed il
Ministro
Bianchi, il 28/1/2008 , rispondendo in Parlamento
all’interrogazione
4/05210, ricordato che esiste un minimo inderogabile di 3”,
in
assenza di traffico pesante, precisa che , dalla “norma di
legge,
non è prefissata la durata del giallo” e quindi
non esiste
un limite superiore al tempo di giallo.
Sicurezza
e regolarità di marcia garantite quindi anche alla
condizione
più sfavorita, quale, nell’incrocio in oggetto,
quella d’un
autosnodato su strada fangosa (inizio di pioggia), oppure
d’un
autobus passeggeri di m. 18,00 (v. lettera 10.6.08 di Autisti ATC a
“la Repubblica” Bologna)
Il
progettista deve conciliare esigenze diverse e tener presente che i
dati delle circolari del CNR, volti a conseguire livelli di servizio
ottimali, sono indicazioni di progetto, mentre i dettati del C.d.S. ,
sulle norme di comportamento del guidatore (titolo V), tesi a
garantire la sicurezza degli utenti, sono norme di legge, corredate
da opportune sanzioni.
Non
sembra allo scrivente casuale il fatto che la legge, così
tassativa per chi passa col rosso, per il tempo di giallo si astenga
dal definire un valore preciso e definisca invece i criteri per
calcolarlo caso per caso .
CTU Lucio
Pardo
2.3. INTERSEZIONI
STRADALI, REGOLAZIONE SEMAFORICA, FASI.
L’intersezione
stradale può essere libera, quando le correnti di traffico
che
s’intersecano non sono rilevanti. Quando una corrente
presenta
flussi rilevanti occorre sovrapporre una regolamentazione semaforica
ai conflitti di percorso. Con un insieme di luci, verdi per una
direzione e rosse per quella che la intersecherebbe, si può
lasciare libero l’incrocio prima per l’una e poi
per l’altra
corrente di traffico.
La
corrente di traffico, non può passare dal verde al rosso
all’istante. La corrente in movimento non si blocca di colpo
avanti
la linea d’arresto né l’incrocio si
sgombera subito dai
veicoli che lo impegnano. .
Occorre
un colore intermedio (il giallo), che appaia dopo il verde, per
consentire l’arresto tempestivo dei veicoli che si
approssimano
all’intersezione e, nello stesso tempo, lo sgombero dei
veicoli in
moto, nella zona di incrocio. Altrimenti, i veicoli della corrente
antagonista, partendo, verrebbero ad interferire con quelli ancora in
moto, nella zona di manovra. Il giallo è quindi
l’elemento
della segnalazione che permette il passaggio da una corrente di
traffico a quella antagonista (ortogonale o altro).
La
durata del tempo intermedio (giallo o rosso) deve soddisfare due
diverse esigenze: l’arresto tempestivo della corrente in
avvicinamento e lo sgombero della “coda” della
corrente che ha
attraversato.
Nella
pratica, il tempo di giallo non ha un ruolo autonomo nel ciclo, ma
è
la “coda” della fase verde che precede, ed
è correlata
alla fase rossa della corrente antagonista, che non deve confliggere.
Il C.d.S.
stabilisce che, durante il tempo di giallo, i veicoli
non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l'arresto, di
cui al comma 11,
a meno che vi si trovino così prossimi, al momento
dell'accensione della luce gialla, che non possano più
arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza;
in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l'area di
intersezione, con opportuna prudenza”.
È
chiaro quindi che la distanza d’arresto allo scattare del
giallo
deve essere maggiore di un prefissato valore di soglia
La
prescrizione di sgombrare l’incrocio
sollecitamente,
e con
opportuna prudenza
è un esplicito invito a sgombrare il più presto
possibile, ma facendo innanzitutto attenzione a non collidere ed a
non superare la massima velocità consentita (50 km/h),
ovviamente per gli autotreni ed autoarticolati una velocità
prudente non supera i 40 km/h .
Dal
C.d.S. si evince chiaramente che la distanza che va dalla posizione
occupata dal veicolo all’apparire del giallo fino alla linea
d’arresto, deve potere essere percorsa durante il tempo di
giallo.
Per
i veicoli che al momento dell’accensione della luce gialla
hanno
già passato il traguardo (ideale) che definisce il limite
ultimo per la frenatura e non possono arrestarsi, per mancanza di
spazio sufficiente, prima della linea d’arresto, si pone la
necessità di proseguire e di attraversare
l’incrocio, con
sufficiente sicurezza.
Questa
condizione Il C.d.S. la indica, senza ulteriori dettagli.
È
pertanto necessario soffermare la propria attenzione sulle diverse
situazioni ipotizzabili in sede di progetto che deve sempre precedere
l’installazione di un impianto semaforizzato.
La
progettazione compete all’ente gestore della strada, che
può
essere proprietario oppure concessionario, il quale stabilisce come
assegnare i tempi di transito alle diverse correnti di traffico. (v.
Schema 1, Fasi Semaforiche per il guidatore, in allegato )
CTU Lucio
Pardo
2.4.
NORMATIVA E INDICAZIONI DI PROGETTO
Il
DM 19.04.2006
“Norme
funzionali
e geometriche per la costruzione delle intersezioni stradali”
non
fa cenno a criteri per la regolazione delle intersezioni
semaforizzate con annesso tempo di giallo. Il
rapporto di Sintesi dello
“Studio
Pre–normativo”, (B.U./C.N.R. 10.9.2001),
con una proposta metodologica elaborata su una precedente proposta
delle Norme CNR ’92 al posto del giallo definisce il
“ tempo di
sicurezza ts”.
Questo
è il tempo “che deve essere assicurato fra la fine
del verde
di un segnale e l’inizio del verde del segnale di una
corrente
antagonista”.
Il
tempo ts
contiene quello di giallo; è la somma algebrica di tre
tempi.
ts
= tu+ te- ti
ove:
tu
= tempo
di uscita,
dall’accesso all’intersezione per quei veicoli che
non riescono a
fermarsi prima della linea d’arresto. Assomma il tempo di
reazione t
r e
quello di frenata Sf
/vv.
Si
ha
quindi:
tu
= t r +
Sf
/vv
te
= tempo
di sgombero,
permette al veicolo in uscita di superare il punto di conflitto,
mentre nessun nuovo veicolo entra nell’incrocio, salvo chi ha
già
passato la linea di arresto. Chiamando D
la larghezza dell’incrocio e d
la lunghezza del veicolo si ha te = D /vv
+
d /vv
Questo
tempo, per la corrente antagonista, è rosso.
Per
il veicolo che procede è un tempo di sgombero, quindi, ai
sensi dell’art. 4110
é
sempre un tempo di giallo.
ti
= tempo
di ingresso,
è quello impiegato dal veicolo della corrente antagonista
per
percorrere la distanza fra la linea di arresto ed il “punto
di
conflitto” con la corrente precedente. Si sottrae agli altri
due. È
come una disponibilità di tempo aggiuntiva. Tuttavia la sua
valutazione suscita perplessità (C. Frisiero, A. Menegon e
altri) poiché questa indicazione è una
novità,
proposta invece
del tempo di giallo, (che nelle precedenti norme era fissata in un
tempo fisso di 4”) , perché non è
precisa, posto che
i veicoli non sono puntiformi ed il cosiddetto punto di conflitto
è
più un’indefinita area di conflitto,
perché non è
opportuno regolare il traffico senza intervallo di sicurezza fra due
correnti antagoniste.
CTU Lucio Pardo
Ma
le perplessità maggiori riguardano le indicazioni secche,
non corredate da alcun calcolo di supporto né da alcuna
considerazione scientifica, e quindi non si sa come raccordabili alla
metodologia di cui sopra, e
precisamente la proposta di tempi di giallo di:
-
3
secondi per incroci con autoveicoli in ingresso a 50 km/h,
-
4
secondi per incroci con autoveicoli in ingresso a 60 km/h, oppure con
traffico pesante in ingresso a 50 km/h,
-
5
secondi per incroci con veicoli in ingresso a 70 km/h)
.
Tali
tempi si raggiungono solo con decelerazioni assai elevate (v. tab. 3) Invece
il B. U. del CNR 15.12.1992, n. 150,
“Norme
sull’arredo
funzionale delle strade urbane”, suggerisce (cfr Rinelli,
pag. 91)
per tutte le fasi e per tutte le intersezioni un tempo di giallo tg costante
pari a:
tg =
4 sec. per strade urbane, e
tg =
5 sec. per strade extra urbane, con velocità più
elevate.
Si
deve però ricordare che “qualora
l’intersezione sia
piuttosto ampia, (larghezza dell’attraversamento L 
12 m.) i tempi di giallo predetti, pur commisurati alla distanza di
arresto, non sarebbero di durata tale da consentire ai veicoli,
impossibilitati ad arrestarsi, di passare in condizioni di
sicurezza”.
Allora
occorre aggiungere in aumento del giallo, il tempo intermedio. Come
larghezza dell’incrocio, si può considerare la
massima
distanza, interessata dalle diverse manovre. É la distanza
fra
due opposte linee d’arresto nei due sensi di marcia di una
stessa
strada (via Braschi, 27 m)
Sulla
base di quanto sopra, per l’incrocio n. 1 (pag. 11)
applicando le
Norme CNR 1992:
-
Il
suggerimento di un intertempo “in aumento al
giallo”, posto che l’incrocio ha una larghezza
dell’attraversamento L  12. L’attraversamento
dell’incrocio alla velocità massima di 13,89 m/s
richiede un tempo di 27,00/13,89 = 1,94 “. Questo
è il valore minimo del tempo, quando
l’attraversamento è effettuato con la
velocità massima ammessa di 50 km/h. Sommando i due si ha
5,94 s. Ma se si vuol tenere conto del traffico pesante
l’attraversamento avverrà a 40 km/h, con un tempo
di 27,00/11,12 = 2,43 s.
Sommando
i due tempi si ha 6,43 s.
Come
si vede anche con le Norme CNR 1992 la fase di progetto del tempo di
giallo porge un valore di 6,5”
Le
indicazioni di progetto assumono anche interesse pratico da quando
attribuire un tempo ad una corrente piuttosto che ad un’altra
è
sanzionato con l’irrogazione di sanzioni, come esposto nello
schema 1 che segue.
CTU Lucio
Pardo
-
FUNZIONE
DEL TEMPO DI GIALLO
Il
periodo di accensione della luce gialla, deve permettere ai veicoli
di
-
non
oltrepassare la striscia d’arresto (o le strisce pedonali o
il segnale) arrestandosi in condizioni di sufficiente sicurezza, o
-
Impegnare
l’incrocio se, al momento dell'accensione della luce gialla,
vi si trovano così prossimi, da non potersi più
arrestare in condizioni di sufficiente sicurezza.
Solo
il primo caso si esaurisce nel tempo di giallo.
Il
secondo si può prolungare in un tempo già rosso
per la
corrente del veicolo in oggetto ed ancora rosso per la corrente
antagonista. In questo tempo l’incrocio é
“tutto rosso”.
Il caso 1, del punto precedente dalla prospettiva del guidatore, si
articola nella successione dei diversi tempi di: avvistamento
del semaforo, di decisione,
di frenatura.
CTU Lucio Pardo
SCHEMA.
1 . FASI SEMAFORICHE PER IL GUIDATORE IN DIREZIONE A F
|
|
TEMPI DELLE FASI SEMAFORICHE
|
ASSEGNAZIONE
|
|
|
NORMATO
DAL C.d.S. NON NORMATO AL C.d.S.
|
|
|
A
|
TEMPO
DI VERDE tv
Mi serve per procedere
Nel mio senso di marcia
|
E’ MIO
art. 41 /9
|
|
B
|
VERDE LAMPEGGIANTE O
NUMERATORE COUNT DOWN
Mi
preavvisa la fine del verde senza alterare le fasi semaf.
|
E’ MIO
|
|
C
|
TEMPO DI GIALLO tg
Mi
serve per:
se dispongo di un sufficiente spazio
di frenatura e di arresto.
non c’è più lo spazio minimo di arresto
|
E’ MIO
art. 41/10
Nessuna
sanzione
art. 41/10
Nessuna
sanzione
|
|
D
|
TEMPO
DI TUTTO ROSSO
-
Innovazione
al CdS introdotta da CNR ‘92
-
Sostituisce, il mio tg,
rimasto come franchigia 4”
-
Altera le fasi semaforiche.
-
mi serve per sgomberare
l’incrocio, sanzionandomi
|
E’ MIO
Non
previsto dal CdS
Sanzionato
con
photored (art. 146)
|
|
E
|
TEMPO
DI ROSSO tr
per attraversare l’incrocio.
|
E’ DELL’ALTRO:
(corrente
opposta)
art. 41/11,
art. 146
|
|
F
|
|
|
CTU Lucio Pardo
La
fase A
C
(VERDE) determina la mia disponibilità
dell’incrocio.
In
altri paesi (Austria, Slovenia…..) la coda del verde (B C)
è
lampeggiante oppure conteggiata con un numeratore e costituisce
praticamente un preavviso del mio tempo di giallo, quando questo
è
ritenuto insufficiente.
La
fase C
D
(GIALLO) mantiene la mia disponibilità (con preavviso
d’interruzione di questa) sia dello spazio di arresto sia
dell’incrocio. Il C.d.S. definisce quando devo arrestarmi
prima e
quando devo attraversare e liberare l’incrocio
La
fase E
F
(ROSSO) costituisce il mio tempo di rosso. Corrisponde al tempo di
verde della corrente opposta. Il suo utilizzo, da parte della mia
corrente A è una sottrazione
indebita, pericolosa e giustamente sanzionata,
del tempo di verde che l’Ente Proprietario della strada
assegna
alla corrente avversaria.
La
fase D
E
(TUTTO ROSSO)
è un margine di sicurezza (suggerito nel 1992 dal CNR) per
facilitare lo sgombero dell’incrocio. É molto
diverso dal
tempo di rosso EF (che corrisponde al tempo di verde della corrente
opposta), ma la sua violazione é sanzionata come se creasse
lo stesso pericolo di quella del punto precedente.
CTU Lucio Pardo
2.6. TEMPO DI
REAZIONE,
TEMPO DI FRENATURA E DI ARRESTO.
Tempo
e Spazio di percezione e decisione.
Occorre
valutare il tempo necessario al guidatore di un veicolo, che procede
sulla strada ad una velocità massima consentita, per poter
decidere di arrestarsi ed arrestare il veicolo prima
dell’incrocio.
Tra
l'avvistamento del segnale e l’attivazione dei comandi su
impulso
del conducente, intercorre un tempo durante il quale il veicolo
percorre un certo spazio. Per
tale intervallo di tempo in letteratura ci sono diverse definizioni,
con uguale significato concettuale e valore numerico, che
però
accentuano, diversamente, i vari aspetti del fenomeno.
La
definizione di Tempo
Psico-Tecnico,
sottolinea che parte di questo dipende dalle reazioni psichiche del
guidatore e parte dall’inerzia e dai giochi al contatto degli
organi meccanici del veicolo, (negli autotreni fino a 0,3 sec.),
quella di
Tempo di Percezione, Intelligenza, Emotività
Volontà
(P.I.E.V.) distingue
fra le diverse componenti psichiche della decisione (v. Praitoni,
P.I.E.V. da 1 a 2 s.), quella di Tempo
di Percezione –Decisione indica inizio e fine del percorso
psichico, quella di Tempo
di Reazione
solo la fine. Tutte indicano da un min. di 1 s. a un max. di 2 s. In
questa sede interessa molto rispondere al quesito 3, comma 2 , posto
al CTU, richiamando l’attenzione su di una componente
temporale,
non ancora considerata isolatamente e cioè sul Tempo
di scelta.
Si
tratta di un caso particolare che si presenta davanti ai semafori.
All’apparire del giallo il guidatore deve valutare, lui, se
la
distanza che lo separa dalla linea di arresto è tale da
permettergli di arrestarsi
in condizioni di sufficiente sicurezza.
Se
un guidatore si imponesse di frenare, comunque senza esitazione, si
avrebbe un tempo ridotto di decisione. Ma invece
c’è
un’incertezza umana di valutazione, se riuscire a fermare il
veicolo prima della linea d’arresto. E si possono aggiungere,
davanti al semaforo, dei fattori di disturbo, legati alle condizioni
della strada e del traffico, non controllati da alcuna
apparecchiatura automatica, quando mancano i vigili.
Ciò
posto, tenendo conto anche del tempo di scelta, il tempo di reazione
complessivo è di 2 sec.
CTU Lucio Pardo
Pertanto
il veicolo con velocità V0,
= 50 km/h = 13,88 m/ s. (V massima) percorre, durante il tempo di
reazione da 13,88 m a 27,76 m.
A
questo va aggiunto il tempo
tf,
necessario per percorrere lo spazio di frenatura con moto
uniformemente decelerato, da
50 km/h. (13,88 m/s) fino a zero.
Il veicolo che procede sulla strada con moto rettilineo uniforme, V =
S/T deve potersi arrestare prima dell’incrocio.
Con
le formule della cinematica si ha
S
= ½
at 2 +
V0 t (1)
V
= a. t + V0 (2)
A
vettura ferma, V
= 0.
Con V
= 0
la (2) diventa
a
. t = - V0
e
sostituendo nella formula (1)
S
= ½
(-V0).
t + V0 t
S = ½
V0 t
(3)
da
cui, con t
= - V0
/
a
diventa S
= - V02 /
2 a (4).
Dalla
(3) ricava anche la t
= 2S / V0
. (5)
Con
le (4) e (5). si ricavano i valori degli spazi e dei tempi di
frenatura del veicolo considerato con massa puntiforme e senza
approfondire le possibili diverse condizioni di aderenza e attrito.
Si
considerano decelerazioni variabili da 8 m/s2
a 2 m/s2.
I
valori dei tempi di frenatura sono riportati nella seconda riga della
tabella n. 3 che segue. Aggiungendo i tempi di PIEV, minimi, medi e
massimi, valutati in 1 – 1,5 – 2 sec si ottengono i
tempi totali
di arresto .
CTU Lucio Pardo
TAB.
3- SPAZI E TEMPI DI FRENATURA DI AUTOVEICOLI CON V=13,88 m/s
(moto
uniformemente decelerato, massa puntiforme )
|
|
8
m/s2
|
6m/
s2
|
5
m/s2
|
4
m/s2
|
3
m/s2
|
2
m/ s2
|
|
Spazio
di frenatura
Sf in m.(v. 3)
|
12,04
|
16,05
|
19,27
|
24,08
|
32,11
|
48,16
|
|
Tempo di frenatura
tf in sec. (v. 4)
|
1,74
|
2,31
|
2,78
|
3,46
|
4,63
|
6,93
|
|
Tempo
di arresto ta
Min,
con tpd = 1 sec.
|
2,74
|
3,31
|
3,78
|
4,46
|
5,63
|
7,93
|
|
con
tpd
= 1,5 sec.
|
3,24
|
3,81
|
4,28
|
4,96
|
6,13
|
8,43
|
|
Max,
con tpd
= 2 sec.
|
3,74
|
4,31
|
4,78
|
5,46
|
6,63
|
8,93
|
CTU Lucio Pardo
La
decelerazione si suppone costante, durante la frenata. Ai diversi
valori di decelerazione, corrispondono diversi valori di spazi e
tempi.
Va
rilevato che in questo contesto, spazi e tempi hanno senso solo se
si stabiliscono preliminarmente i valori delle decelerazioni.
I
valori esposti in tabella vanno dalla frenata morbida con una
decelerazione di 2 m/ s2
a quella brusca cd “inchiodata”.
A
ciascuno di questi valori si associano situazioni descritte in
appresso,. (cfr A. Menegon su Giornale Veneto – www.venetoonline.info
)..
-
L’accelerazione e decelerazione
di 2 m/s2
è
il dato di progetto per rampe d’accesso ed uscita
dall’ autostrada, Il valore minimo di 2 m/s2
si
usa per arrestare con sicurezza il veicolo. Con la (4) e la (5) si ha
che per azzerare la velocità di 120 km/h.= 33,33 m/s
occorrono uno spazio di 277,78 m. ed un tempo di 16,67 s.
Con
tali valori di progetto si proteggono la marcia sulle rampe, da
possibili gravi incidenti e la pavimentazione bituminosa da dannosi
sforzi tangenziali dovuti a brusche frenate.
-
Il
valore di 2,5 m/ s2
è
quello medio riferito all’autovettura ante 1989 revisionata e
collaudata, con modesta efficienza frenante come esposto nel seguito.
-
I
valori superiori a 3 m/ s2
,
sono riferiti a veicoli più moderni, come quello utilizzato
per l’esperienza in S. Arcangelo.
-
I
valori più elevati di tabella sono quelli riferiti alle
autovetture corredate di sistemi antislittamento (ABS).
Comunque
la decelerazione di frenatura dipende dagli sforzi frenanti trasmessi
dai freni alle ruote e da quelli trasmessi dalle ruote al terreno.
Esaminiamo separatamente le due componenti in serie del sistema, il
contatto ferodo-tamburo fissato alla ruota, il contatto pneumatico
manto stradale.
CTU Lucio Pardo
-
2.7.
DECELERAZIONE, EFFICIENZA FRENANTE, ADERENZA
L’effetto
frenante si basa sul contatto fra una superficie ferma ed
un’altra
in movimento, ove la prima trasmette una sforzo all’altra.
Nel
freno, l’elemento mobile con il ferodo, preme sul tamburo
fissato
alla ruota che altrimenti continuerebbe liberamente a girare.
Sulla
strada, la ruota, costretta a girare meno velocemente di quanto
compete al suo moto di traslazione, trasmette al terreno, ed il
terreno reagisce trasmettendo alla ruota, uno sforzo in senso opposto
al moto.
CTU Lucio Pardo
Gli
ingegneri schematizzano il fenomeno con la “sovrapposizione
degli
effetti”dicendo che “tutto va come se”,
sul moto rettilineo
uniforme, per inerzia in avanti, si sovrappone il moto contrario
all’indietro, causato dalla coppia di forze frenanti in senso
contrario a quello motore.
Il
massimo effetto frenante su di una data autovettura si ha quando
Lo
sforzo ruota – terreno, in regime di aderenza, noto e
studiato (Istituti di Ricerca, case produttrici di pneumatici,
fabbriche di
automobili, Automobil Club) ed a livello scientifico, è
più
conosciuto che normato .
CTU Lucio Pardo
Altra
cosa è l'efficienza
frenante.
Tale
parametro nominalmente definito e normato in sede comunitaria, ha
valore di riferimento in sede di omologazione e revisione dei
veicoli e stabilisce
che valori minimi di forza frenante deve presentare un dato veicolo per
poter circolare sulle strade.
Tale
valore è determinato su banchi di prova, normati ed
omologati,
secondo protocolli comunitari richiamati nella nota: Ministero
dei Trasporti-Revisioni ed efficienza frenante-ex DM n. 23.10.96 n.
628, Testo coord. Circolari 88/95, 112/96, e Lettere Circolari
successive
che recita:
“chiamasi
efficienza frenante il rapporto tra la massima forza frenante (F)
che un veicolo riesce a sviluppare sulle quattro ruote, ed il peso
(P) del veicolo a vuoto aumentato di 75 kg per ipotetico
guidatore”.
L'efficienza
frenante è un numero puro così come lo
è il
coefficiente di aderenza, si tratta però di parametri
diversi.
CTU
Lucio Pardo
Nel
caso delle autovetture, sono omologate e superano la revisione quelle
che presentano una efficienza frenante almeno pari a 0.45 se
omologate fino al 1989 e 0.5 se omologate dopo il 1989.
Per
una vettura con peso a vuoto di 925 kg, (omologata fino a 1300 kg)
immatricolata prima del 1989 la forza frenante é 450 kg e
valgono le due relazioni: F = m*a= 450kg P = m*g=1300 kg ove
è a = decelerazione in frenata, g = accelerazione di
gravità.
Dividendo membro a membro si ha : a = 450/1.300 *9,81 = 3,39 m/s2
Pertanto,
a = 3,39 m/s2
è
la decelerazione max applicabile per quella vettura. Tale valore di
prova però è “al limite dello
slittamento“. Con
coeff. di sicurezza di 1.5 la decelerazione é 3,39 /1,5 =
2.29 m/s2..
Per
V = 50 km/h il tempo di frenatura è Tf
= V/a = 13.9/2.29 = 6.06 sec
A
tale tempo deve essere sommato il tempo psicotecnico, che per tale
veicolo si assume di 2”. Il tempo di giallo risulta allora Tg
= 8,06 sec.
(Si
ricorda che, per progettare corsie di accelerazione e decelerazione
in autostrada, il valore di accelerazione indicato è di 2 m/s2.e
con tale valore di a sarebbe dalla tab. 3, Tf
= 6,93
e
Tg
=
8,93
)=
Pertanto
lo spazio temporale di arresto nelle condizioni citate risulta
compreso tra 8 e 9.00 sec
Sono
“tempi di giallo” superiori a quelli correnti sulla
strada. Ne
consegue che il veicolo di cui al punto 2, pur regolarmente
revisionato e guidato da persona munita di patente B, non opera in
condizioni di sicurezza.
CTU Lucio Pardo
Questa
semplice esposizione in cifre chiarifica la diversità dei
risultati a seconda dei diversi criteri: da un lato il conseguimento
del livello di servizio ottimale dell’incrocio, (che si ha
riducendo al minimo il tempo di giallo cioè
l’interruzione
del flusso di traffico che lo attraversa, in specie durante le ore di
punta), e dall’altro la considerazione della sicurezza e
regolarità
di marcia di tutti
i veicoli, senza trascurare le fasce più deboli, nei mezzi o
nelle persone.
E’
evidente che il progettista deve tenere conto di entrambe le
esigenze, e che il risultato è di compromesso.
CTU
Lucio Pardo
Le
strade per Rimini e per Cesena sono percorse anche da mezzi pesanti.
Per questi é ipotizzabile una decelerazione max. di 4 m/ sec2.
I
guidatori di questi mezzi, muniti di patenti speciali, hanno dei
riflessi superiori alla media (compresi entro il primo 40% di
popolazione, c.d. 4° decile). Per cui il tempo di P.I.E.V. e di
trasmissione meccanica è 1,5 s.
Con
questi dati, si ha dalla tab. 3 un valore minimo del tempo totale di
arresto, nella misura di tg
= 4,46 s..
ed
un tempo medio di tg
= 4,96 s.
Questo
è anche, per quel veicolo, il valore del
tempo
minimo di giallo all’incrocio se
questo si trova ad una distanza pari o maggiore a quella di arresto.
Questa distanza è data dallo spazio di reazione sommato a
quello di frenatura. Lo spazio percorso a 50 km/h (13,88 m/s.)
durante il tempo di reazione (P.I.E.V.) è 1,5x13,88= 20,82
m.
Lo spazio di frenatura esposto in tab. 3 per una decelerazione di 4
m/s è di 24 m., La somma dei due termini è lo
spazio di
arresto di 44,82 m.= circa 45,00 m.
Ma
se alla fine del verde il guidatore di un autotreno lungo 16,6 m.
è
a distanza di meno di 45,00 da un semaforo con un tempo di giallo di
4 s. Se procede a 50 km/h la sua situazione sarà la
seguente.
CTU Lucio Pardo
ATTRAVERSAMENTO
DELL’INCROCIO : POSIZIONI DELL’AUTOTRENO
Inizio
del giallo disponibili T = 4,00 s distanza D = 45 m. Dopo TPIEV disponibili 2,50 s distanza 25, 00.
Dopo
T percorso
Frenata disponibili 0,77 s distanza 0,00
T
tutto
oltre linea d’arresto 1,196
= -0,426 s sull’arresto -16, 60 m
T
tutto
oltre l’incrocio 1,945
= -2,375 s sull’arresto - 43,60 m
CTU Lucio Pardo
SCHEMA.
2 . TEMPO DISPONIBILE ALL’AUTOTRENO IN ATTRAVERSAMENTO
|
T
Giallo
|
T
= Tempo
|
t
= Utilizzato
|
D
= Distanza
|
d
= percorsa
|
|
Start
|
4,
00 s.
|
|
45,
00 m.
|
|
|
T
reazione
|
|
1,5
s.
|
|
20,00
m.
|
|
Restano
|
2,
50 s.
|
|
25,
00 m.
|
|
|
All’arresto
|
|
1,80
s.
|
|
25,
00 m.
|
|
Restano
|
0,
70 s.
|
|
0,
00 m.
|
|
|
Oltre
il traguardo
|
|
1,196
s.
|
|
16,
6 m.
|
|
Restano
|
-
0, 43 s.
|
|
-
16, 6 m.
|
|
|
Oltre
l’incrocio
|
|
1,945
s.
|
|
27,
00 m.
|
|
Restano
|
-
2, 375 s.
|
|
-
43, 6 m.
|
|
CTU Lucio Pardo
In
sostanza all’autotreno che attraversa l’incrocio
regolamentato a
4” di giallo, mancano 2,37 se procede a 50 km/h. Ne mancano
invece
8 “ , se procede con prudenza a velocità 40 km/h,
oltrepassando l’incrocio.
Il
quesito n. 3 richiede di considerare anche la natura del fondo
stradale e le condizioni atmosferiche circostanti. Tutti questi
fattori si traducono, sul piano tecnico, nell’analisi del
rapporto
pneumatico – manto stradale, definito in letteratura come :
aderenza.
Lo
spazio
di frenatura è lo spazio percorso dal veicolo dal momento in
cui inizia la frenatura al momento del suo arresto.
Esso
dipende dalla
CTU Lucio Pardo
Nella
tab. 3 sono ricavati i valori relativi a diverse decelerazioni.
Occorre
analizzare ora come queste dipendano dalle condizioni della strada e
del coefficiente di aderenza.
CTU Lucio Pardo
2.8.
ADERENZA, ATTRITO RADENTE, ATTRITO VOLVENTE.
Il
moto degli autoveicoli è collegato al fenomeno
dell’aderenza
strada pneumatico, sia in fase di accelerazione, sia in fase di
regime, sia in fase di frenatura. Detto fenomeno è stato
dettagliatamente analizzato da E. Stagni (op. cit. N. 1). Per
analizzare l’aderenza si considera l’”Area
di Impronta”,
cioè di contatto, fra battistrada e manto stradale. Si va da
una zona di “entrata” in contatto ad una zona di
“uscita” dal
contatto. Quando il veicolo avanza, avanza anche l’area di
impronta. La “zona di entrata” si sposta in avanti,
il baricentro
del carico si sposta in avanti, e nella area di impronta si notano
due sottozone che si comportano in maniera distinta. Nella zona
anteriore si ha contatto fra battistrada e strada (zona
dell’aderenza),
con deformazioni del pneumatico e carico verticale crescente fino al
baricentro dell’area di impronta, dove la deformazione del
battistrada è massima. Proseguendo verso la zona posteriore,
verso “l’uscita” dal contatto la
deformazione ed il carico sul
terreno diminuiscono finché il pneumatico non è
più
a contatto con la strada. Nell’ultima parte
dell’area di impronta
si ha sfregamento (zona
dell’attrito radente).
La prima area, aderente, dove il peso mantiene ben unite le superfici
a contatto, trasmette uno sforzo tangenziale significativo che
permette alla ruota di girare e non slittare.
In
dettaglio consideriamo una particella estremamente piccola del
pneumatico, un’areola che si appoggia su di
un’impronta
ugualmente piccola della sede stradale, un’”area
elementare” di
impronta”.
La
superficie ruvida del battistrada combacia con la superficie ruvida
della strada. In piccolo è come se ci fosse una parte di
ruota
dentata (il pneumatico) che sì “ingrana”
su di una
cremagliera dentata (la strada).
Il
contatto di queste superfici schematizzate come
“dentate”, che si
deformano elasticamente permette la trasmissione del moto che si
trasforma da moto rotatorio delle ruote in moto traslatorio
rettilineo orizzontale del veicolo, grazie alla deformazione elastica
delle superfici di contatto (verticale per reagire al carico e
sostenerlo, tangenziale per trasformare il moto da rotatorio in
traslatorio).
I
“denti” infatti non sono rigidi, ma flessibili
(gomma e
conglomerato bituminoso) e trasmettono al terreno uno sforzo
tangenziale tanto maggiore quanto maggiore e la pressione sul
terreno. Quando la pressione di contatto decresce perché
l’area elementare sta per uscire dal contatto e invece la
spinta
tangenziale non si attenua, i “denti” si
inflettono, ma non
combaciano più, le superfici sfuggono al contatto, non
“ingranano “ più e si ha la “rottura”
dell’aderenza,
verificata in via sperimentale.
Al
momento dell’accensione del motore, si trasmette un moto
rotatorio
alle ruote motrici. Queste spingono sul terreno tangenzialmente. La
ruota si deforma finché la deformazione elastica della ruota
provoca sul veicolo una spinta uguale e contraria che fa traslare in
avanti.
Con
questa spinta il veicolo si mette in moto. La maggior parte del
lavoro è utilizzato per trasformare il moto da rotatorio
delle
ruote motrici a traslatorio del veicolo, però una quota
parte
dell’energia spesa si dissipa in attrito. Per questo il
coefficiente di aderenza risulta fa <
1.
CTU Lucio Pardo
In
formule si ha:
T
= fa.
P (6)
Dove
T= sforzo tangenziale
P
= peso gravante sulla ruota
fa =
coefficiente di aderenza
Finché
lo sforzo trasmesso nel contatto (ruota strada) rimane al di sotto di
un certo limite l’aderenza si mantiene. Superando tale valore
limite, l’area di impronta che combacia, decresce fino a
sparire,
il contatto avviene per strisciamento fra le due superfici. Lo sforzo
trasmesso al contatto “ruota – strada”
risulta molto inferiore.
La ruota slitta.
Sia
in fase di avviamento che in fase di frenatura, quando si inverte la
spinta sul veicolo, si cerca di evitare che sì verifichi
questo fenomeno.
Ci
sono dispositivi speciali antislittamento, ABS (Assisted Bracking
System) che correggono lo sforzo “ruota –
strada” entro i
valori che evitano la rottura dell’aderenza ed il passaggio
ad
“attrito radente”.
Per
effetto della frenatura, si sovraccarica l’asse anteriore e
si
scarica quello posteriore, l’autovettura si abbassa davanti e
si
innalza di dietro (addirittura se è un moto veicolo
può
capottare).
Se
si mantiene la stessa ripartizione dello stesso sforzo frenante:
nell’asse posteriore, si rischia la “rottura
dell’aderenza”
Nell’asse
anteriore, non si utilizza tutto lo sforzo frenante disponibile.
Il
sistema ABS riequilibra la distribuzione degli sforzi frenanti. Tale
riequilibrio in molti casi è effettuato in maniera
discontinua, come se il sistema desse dei “colpi di
freno”,
alternati ad una frenatura più dolce.
Un
altro fenomeno di rottura dell’aderenza si ha, quando una
pioggia
improvvisa deposita uno strato di granelli di polvere sulla strada,
che così diventa fangosa.
In
piccolo, è come se sul manto rugoso della strada fossero
depositato dei piccolissimi cuscinetti a sfera. In tal caso non si ha
più aderenza né attrito radente. Si ha
l’attrito più
basso possibile, quello volvente ove i granelli di polvere si mettono
a rotolare come tante palline.
Nella
seguente tabella 4 si considerano diverse condizioni di aderenza,
alle quali corrispondono diversi valori di spazi e tempi di frenatura
e di arresto,
nei
diversi tipi di strada,analizzati in tabella 5), secondo dati di
esperienze non sempre sovrapponibili ad altre perché
effettuate a velocità diverse e l’aderenza scende
con
l’aumento della velocità. La aderenza laterale si
abbassa
più velocemente di quello Longitudinale e pertanto
è
per questo che se, l’aderenza si rompe durante la marcia, si
rompe
prima trasversalmente, con sbandamento laterale.
CTU Lucio Pardo
2.9.
SPAZI E TEMPI DI ARRESTO TENENDO CONTO DELL’ADERENZA
Lo
spazio di frenatura è (4)
Sf
= - V02 /
2 a
La
spinta che mette in moto il veicolo è (6) T
= fa.
P
=
fa.
m. g
Ed
è legata alla
accelerazione
dalla legge F
= m. a
Cioè T
= m .a da
cui a
= T/m = fa.
m. g/m
cioè a
= fa.
.g
(7)
da
cui
Sf
= - V02 /
2 a = - V02 /
2 g fa.
(8)
In questa
formula V0 in
m/sec. è la velocità all’inizio della
frenatura
g
= 9,81 m/s2,
,
è l’accelerazione di gravità (ed a
è anche la decelerazione di frenatura)
Sf
in metri è lo spazio di frenatura calcolato con la (8)
arrotondando i decimali all’unità superiore. Si ha
dalla
letteratura:
CTU Lucio Pardo
TAB.
4 – Valori dei coefficienti di aderenza sperimentali
fa.
per tipo di strada.
|
Tipo di
Strada
|
Asciutta
|
Asfaltata ruvida
|
Asfaltata liscia
|
Asfaltata bagnata
|
Asfaltata fangosa
|
ghiacciata
|
|
Coeff.
fa.
|
0,8
|
0,6
|
0,5
|
0,4
|
0,3
|
0,1
|
CTU Lucio Pardo
Sf in m, è lo spazio di frenatura
calcolato con la (8) arrotondando i decimali
all’unità superiore, e ponendo V0=
50 km/h = 13,88 m/s
Sr
= V0 .
t (in
m.) è lo spazio di reazione
St
= Sf
+ Sr è
lo spazio totale di arresto
t
= 2S / V0 il
tempo di frenatura con la formula (5).
TAB.
5 Spazi e tempi di frenatura e di arresto, per tipo di strada (con
V. = 50 km/h=13,88 m/sec).
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
|
f
|
f1 = 0,8
|
f2 = 0,6
|
f3 = 0,5
|
f4 = 0,4
|
f5 = 0,3
|
f6 = 0,1
|
|
V
|
50
|
50
|
50
|
50
|
50
|
50
|
|
Sr (m)
|
14
|
14
|
14
|
14
|
14
|
14
|
|
Sf (m)
|
13
|
17
|
20
|
25
|
33
|
100
|
|
St (m)
|
27
|
31
|
34
|
39
|
47
|
114
|
|
T
(f)
|
1,89
|
2,46
|
2,88
|
3,60
|
4,76
|
14,40
|
|
T
(r)
|
2
|
2
|
2
|
2
|
2
|
2
|
|
T
(t)
|
3,89
|
4,46
|
4,88
|
5,60
|
6,76
|
16,40
|
CTU Lucio Pardo
Con
pioggia battente, (F4
= 0,4), la strada è percorribile a 50 km/h .
Con
strada fangosa la velocità prudenziale non supera i 40 km/h.
I
risultati sono esposti in tabella 5/b. Con strada ghiacciata: F6
= 0,1 la velocità è ancora più
ridotta. Spazi e
tempi di arresto calcolati hanno solo un valore indicativo.
CTU Lucio Pardo
TAB.
5/b Spazi e tempi di reazione, frenatura ed arresto
(con
V. = 40 km/h=11,11
m/sec)
|
|
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
|
f
|
f1 = 0,8
|
f2 = 0,6
|
f3 = 0,5
|
f4 = 0,4
|
f5 = 0,3
|
f6 = 0,1
|
|
V
|
40
|
40
|
40
|
40
|
40
|
40
|
|
Sr
|
11
|
11
|
11
|
11
|
11
|
11
|
|
Sf
|
8
|
11
|
13
|
16
|
21
|
64
|
|
St
|
19
|
22
|
24
|
27
|
32
|
75
|
|
T
(s)
|
1,44
|
1,98
|
2,34
|
2,88
|
3,78
|
13,50
|
|
T
(r)
|
1
|
2
|
2
|
2
|
2
|
2
|
|
T
(t)
|
3,44
|
3,98
|
4,34
|
4,88
|
5,78
|
15,50
|
Si
vede dalle tabelle n. 5 e n. 5/b che in caso pioggia battente il
tempo di giallo a 50 km/h è 5,60” mentre in caso
di inizio
di pioggia, con strada fangosa, se si procedesse ancora a 50 km/h il
tempo di giallo necessario sarebbe 6,76”. Ma in quelle
condizioni
della strada per prudenza occorre procedere a non più di 40
km/h. Allora il tempo di giallo necessario è di
5,78”, Si
deduce un tempo di giallo necessario tra 5,6 “e
5,8” nelle
condizioni di moto normale con pioggia battente, o di moto rallentato
con strada fangosa. Se si ipotizza un tempo di reazione di soli
1,5”
i tempi di giallo sono riducibili a 5,5”.
Nella
prima colonna con f1
= 0,8 si è tenuto un tempo di reazione di solo 1”
(cosiddetta inchiodata) . E’ chiaro che è un
valore
eccezionale.
Confrontiamo
ora, sulla base di risultati sperimentali, il tempo di giallo
necessario per autovetture ed autocarri (e corriere) in condizioni
medie.
CTU Lucio Pardo
TAB.
6. Spazi e tempi di reazione, frenatura ed arresto.
|
Descrizione
|
Unità di misura.
|
sigla
|
autovettura
|
Autocarro
|
|
Velocità
|
Km/h
|
Vf
|
50
|
50
|
|
Velocità
|
m/s
|
vf
|
13,89
|
13,89
|
|
coeff. d’aderenza
|
-
|
F
|
0,60
|
0,60
|
|
Tempo Psicotec.
|
s
|
tr1
|
0,98
|
1,20
|
|
Tempo Psicotec
|
s
|
tr2
|
1,98
|
2,20
|
|
Spazio nel Tr(1)
|
m
|
sr1
|
13,61
|
16,67
|
|
Spazio nel Tr(2)
|
m
|
sr1
|
27,22
|
33,34
|
|
Spazio di frenat.
|
m
|
sf
|
16,39
|
16,39
|
|
Tempo di frenat.
|
s
|
Tf
|
2,36
|
2,36
|
|
Tempo totale 1
|
s
|
Tt 1
|
3,34
|
3,56
|
|
Tempo totale 2
|
s
|
Tt 2
|
4,34
|
4,56
|
|
Spazio d’arresto1
|
m
|
sA1
|
30,00
|
33,00
|
|
Spazio d’arresto2
|
m
|
sA2
|
43,61
|
49,37
|
CTU Lucio Pardo
Le
tabelle 4,5,6 che precedono sono derivate da rilevazioni di diverse
P.U. riportate su web. E sono sostanzialmente coerenti fra loro.
Riportiamo
ora una tabella riassuntiva per valori di aderenza da strada asciutta
con media usura F4
= 0,55 a strada bagnata F4
= 0,40. desunti dall’insegnamento di Teoria e Tecnica della
Circolazione, della Facoltà di Ingegneria
dell’Università
di Bologna ( G. Praitoni 2007).
Si
desume un’indicazione di tempo di giallo fra il valore tg
= 5,5” ed il valore tg
= 4,5”
CTU Lucio Pardo
TABELLA
7. TEMPI E SPAZI DI FRENATURA E DI ARRESTO
(V.
G. Praitoni)
per
nr. 4 valori di: fa
= 0,4
- fa
= 0,45
- fa
= 0,50
- fa
= 0,55
e nr. 2 valori di tr
|
fa
|
V x V
|
2 g. fa
|
Sf
|
tf = 2SF/V
|
tr
|
ta=tf+tr
|
Sr=Vxtr
|
Sa=SF+Sr
|
|
0,4
|
193,2
|
7,85
|
25
|
3,5
|
1
|
4,5
|
14
|
39
|
|
0,4
|
193,2
|
7,85
|
25
|
3,5
|
2
|
5,5
|
28
|
52
|
|
0,45
|
193,2
|
8,83
|
22
|
3,2
|
1
|
4,2
|
14
|
36
|
|
0,45
|
193,2
|
8,83
|
22
|
3,2
|
2
|
5,2
|
28
|
50
|
|
0,50
|
193,2
|
9,81
|
20
|
2,8
|
1
|
3,8
|
14
|
34
|
|
0,50
|
193,2
|
9,81
|
20
|
2,8
|
2
|
4,8
|
28
|
48
|
|
0,55
|
193,2
|
10,79
|
18
|
2,6
|
1
|
3,6
|
14
|
32
|
|
0,55
|
193,2
|
10,79
|
18
|
2,6
|
2
|
4,6
|
28
|
46
|
CTU Lucio Pardo
-
I
VEICOLI CIRCOLANTI SULLA STRADA
Per
rispondere alla ultima parte del quesito, occorre ora confrontare i
dati relativi ai diversi autoveicoli. L’ argomento
è
delicato, riguarda l’efficienza e l’efficacia
dell’impianto di
frenatura e le condizioni di stabilità del veicolo in
marcia.
In
teoria poiché è
T
= fa.
P
(6)
a
= fa.
.g
(7)
tutti
i veicoli dovrebbero frenare con pari decelerazione, se tutte le
ruote sono frenate cioè se tutto il peso P sulle singole
ruote
è frenato.
In
pratica così non è. In particolare nei
motoveicoli la
brusca frenata della ruota anteriore può provocare il
ribaltamento, negli autotreni gli assi possono essere non egualmente
frenati, nelle autocorriere gli spostamenti dei passeggeri sono
alterazioni nella distribuzione del carico interno e possono creare
problemi, ecc… Pertanto si verificano situazioni diverse di
frenatura, con diverse decelerazioni risultanti.
La
Polizia Urbana del comune di Pisa, confrontando i dati con quelli di
analoghe prove di altre Polizie (Polizia Stradale, Polizia urbana di
Gambettola), ha ricavato dati su spazi di frenata di veicoli diversi
in condizioni di decelerazione massima compatibile con il
mantenimento della stabilità dei veicoli. Sono raccolti in
tabelle e inseriti nella rete web civica pisana ( www.comune.pisa.it)
dalla quale si sono ricavati gli:
-
Spazi
di frenata in base al tipo di veicolo, per diverse velocità
iniziali, su strada asciutta, cioè con aderenza elevata
(Tab. n. 8)
-
Spazi
di frenata in base al tipo di veicolo, per diverse velocità
iniziali, su strada bagnata, cioè con aderenza bassa (Tab.
n. 9)
-
Spazi
di frenata in base al tipo di pavimentazione stradale,
Con
tali dati sono state ricavate le tabelle nr. 8 e nr. 9 sugli spazi di
frenata dei diversi veicoli, e poi si è calcolata la
decelerazione considerata sicura e possibile in fase di massima
frenatura
S
= V02 /2
a. (4) da cui a = V02 /2
S ove
a
è in m. / sec. 2
V0
è
in m. / sec s è in m.
Nella
prima riga delle tabelle n. 8 e n. 9 sono stati riportati i valori
della decelerazione di frenatura, per i diversi veicoli tabelle
così
come si possono calcolare con la (4) dai valori degli spazi di
frenatura.
CTU Lucio Pardo
TAB.
8. Spazi di frenata per tipo di veicolo su strada asciutta.
|
Km/h
|
m/sec.
|
Autovetture
a
= 7,01m/s2
|
Moto
6,55 m/s2
|
autocarri
corriere
5,52 m/s2
|
autotreni
4,77 m/s2
|
Ciclomotori
5,77m/s2
|
|
10
|
2.78
|
|
0.59
|
0.70
|
0.81
|
0.67
|
|
15
|
4.17
|
1.24
|
1.34
|
1.58
|
1.83
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1.51
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20
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5.56
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2.20
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2.37
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2.81
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3.25
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2.68
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25
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6.94
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3.44
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3.71
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4.38
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5.08
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4.19
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30
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8.33
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4.96
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5.34
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6.31
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7.31
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6.04
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35
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9.72
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6.75
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7.27
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8.22
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40
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11.11
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8.82
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9.50
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11.22
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13.00
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10.74
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45
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12.50
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